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Lëgumi di SiciliaA Ricchizza d'a Terra

Tradizioni

I lëgumi non sono solo cibo. Sono memoria, rito, identità di un popolo.

La Tavola di San Giuseppe

19 marzo

Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, è in Sicilia la grande festa dei lëgumi. Si allestisce la tavola di San Giuseppe: un banchetto votivo con tredici portate, fra cui sempre — sempre — qualcosa fatto con i lëgumi.

La sera della vigilia si prepara il maccu di favi e si distribuisce ai poveri del paese. Era carità di paese, codificata dalla religione, tramandata di secolo in secolo.

Pri Sangiuseppi cu' havi favi, ni mancia.

Per San Giuseppe, chi ha fave, ne mangia.

La Frittedda

La primavera

La frittedda è il piatto della primavera palermitana. Si prepara solo nei due-tre mesi in cui piselli, fave e carciofi sono freschi tutti insieme — marzo, aprile, al massimo maggio.

Cipolla soffritta, poi fave, piselli e carciofi a pezzi, un giro di aceto e un tocco di zucchero o miele. La nota agrodolce è l'impronta arabo-normanna della cucina siciliana. Menta fresca a chiudere.

Ingredienti

  • Fave fresche sgranate
  • Piselli novelli
  • Carciofi (spinosi o violetti)
  • Cipolla bianca dolce
  • Aceto di vino + zucchero o miele
  • Menta fresca
  • Olio extravergine

U Maccu

Il cibo dei poveri

Il maccu è la purea di lëgumi secchi — fave soprattutto, ma anche cicerchie o ceci — che per secoli ha sfamato le famiglie contadine. Il nome verrebbe dal latino macula, il maglio con cui si pestavano i lëgumi cotti.

Fave secche spaccate, lunga cottura in acqua, fino a disfarsi. Si condisce con olio crudo, finocchietto selvatico, un filo di olio fruttato all'ultimo. Cibo povero, fatto cultura.

La Pignata

La pentola di terracotta

La cottura dei lëgumi nella pignata, la pentola di terracotta, è ancora considerata superiore. La terracotta distribuisce il calore in modo uniforme, mantiene l'umidità, non reagisce con gli alimenti.

La tecnica vuole fuoco di legna o brace, tempi lenti, mai bollitura violenta. Il soffritto base in tutta la Sicilia: cipolla — spesso la cipolla di Giarratana — aglio, olio extravergine. Aromi: finocchietto, menta, rosmarino, alloro, basilico.

L'agrodolce

Eredità arabo-normanna

Caratteristica trasversale della cucina siciliana dei lëgumi è l'agrodolce: aceto e zucchero, o miele, in molte preparazioni — dai fagiolini alla frittedda, dai carciofi alla caponata.

È eredità diretta della cucina arabo-normanna, stratificata sull'isola tra il IX e il XII secolo. Gli Arabi portarono in Sicilia il concetto di equilibrio tra acido, dolce e amaro che non ha equivalenti nella cucina italiana continentale.

Il calendario dei lëgumi

Inverno

I lëgumi secchi riscaldano: maccu di favi, pasta e ceci, suppa di linticchi d'Ùstica. La pignata sul fuoco è il cuore della casa.

Primavera

La frittedda. Piselli, fave e carciofi freschi insieme: finestra di tre mesi che i cuochi aspettano tutto l'anno.

Estate

Lupini in salamoia agli aperitivi, lenticchie di Ustica, fagiolini negli orti. Semina e raccolta dei lëgumi da seccare.

Autunno

Fagioli badda di Polizzi e di Erice appena essiccati. Minestre, zuppe, pasta e fagioli: ritorno ai piatti caldi.