Cece di Villalba
In siciliano: Ciciru russuCicer arietinum L.
Pasta e ceci, la pasta dei poveri.
- Zona
- Caltanissetta
- Stagione
- Estate
- Tutela
- Presidio Slow Food

Descrizione
Il cece di Villalba si riconosce al primo sguardo per il tegumento rugoso, di colore rossastro-ramato — da qui il soprannome ciciru russu. Il seme è di dimensioni medie, con l'inconfondibile protuberanza apicale a forma di becco. Il tegumento spesso richiede ammollo lungo, dodici-diciotto ore, ma regala un sapore intensamente nocciolato e una tenuta perfetta alla cottura.
Storia
I ceci sono coltivati in Sicilia da millenni — erano noti a Greci, Romani e Fenici. La varietà di Villalba si è selezionata nei terreni arido-argillosi e calcarei del nisseno centrale, con estati torride e inverni freddi, in regime di asciutta totale. Era coltura di rotazione con il grano duro, fondamentale per arricchire il suolo di azoto.
Dove si coltiva
Villalba (CL) e comuni circostanti della provincia di Caltanissetta: Mussomeli, Vallelunga Pratameno, Campofranco. Terreni argillosi-calcarei, quota 400–700 m s.l.m.
In cucina
- IPasta e ceci — pasta spezzata con ceci, pomodoro, cipolla, rosmarino: il piatto del venerdì
- IIZuppa di ceci con finocchietto selvatico e aglio
- IIIPanelle — frittelle di farina di ceci fritte, street food palermitano
- IVCiciri arrustuti — ceci abbrustoliti come spuntino tradizionale
Curiosità
La parola «cece» deriva dal latino cicer: si dice che la famiglia Cicerone prendesse il cognome da un avo con una verruca sul naso a forma di cece.
Il cece di Villalba si coltiva ancora senza irrigazione, con semina a dicembre-gennaio e raccolta estiva manuale.