Fagiolo Cosaruciaru di Scicli
In siciliano: CosaruciaruPhaseolus vulgaris L.
Cosa duci: nome di un fagiolo che sembra latte e miele.
- Zona
- Ragusa (Monti Iblei)
- Stagione
- Autunno
- Tutela
- Presidio Slow Food

Descrizione
Il cosaruciaru — letteralmente «cosa dolce» — è un fagiolo bianco-crema con piccole striature porpora attorno all'ilo. Il tegumento è sottilissimo, la pasta dolce e cremosa: in cottura non si rompe e rilascia un sugo denso quasi vellutato. Il nome racconta tutto.
Storia
Coltivato a Scicli e nel ragusano da almeno due secoli, è stato per decenni dimenticato a vantaggio di fagioli commerciali. Negli anni Duemila un gruppo di agricoltori ha rilanciato la varietà fino a ottenere il Presidio Slow Food. Si semina a luglio in successione al frumento, si raccoglie a ottobre-novembre interamente a mano.
Dove si coltiva
Scicli (RG) e comuni dei Monti Iblei: Modica, Ispica, Santa Croce Camerina. Terreni calcarei, quota 50–400 m s.l.m.
In cucina
- IPasta e fagioli cosaruciaru con cavatelli ragusani
- IIFagioli con cotenne di maiale, piatto invernale ibleo
- IIIInsalata di cosaruciaru con cipolla di Giarratana e olio nocellara
- IVZuppa con cicoria selvatica e finocchietto
Curiosità
Il cosaruciaru è uno dei pochi fagioli al mondo che si dichiarano «dolci» nel nome stesso — il sapore zuccherino è frutto del calcare ibleo.
La rotazione frumento-cosaruciaru è una pratica antica del ragusano: il fagiolo lascia il terreno arricchito di azoto per il grano successivo.