Roveja Siciliana
“Ruvigghi”
Ruvigghi ri muntagna, sapuri ri tempu anticu — Roveja di montagna, sapore di tempo antico.
Pisum sativum subsp. elatius var. arvense
Descrizione
La roveja è probabilmente il legume più antico coltivato nel Mediterraneo. Parente del pisello, ha semi piccoli (4–6 mm), verde scuro o marrone-grigio, irregolarmente sferici. La pianta è rustica, rampicante, con fusto gracile e fiori viola o rosa. Più resistente del pisello alla siccità e al freddo, era la coltivazione ideale per le zone montane interne della Sicilia.
Storia e Origini
Con tracce di coltivazione risalenti al Neolitico in varie zone italiane, la roveja è stata alimento di sussistenza nelle montagne siciliane per millenni. La sua coltivazione è quasi completamente scomparsa nel Novecento, sostituita da piselli e fave commerciali più facili da trebbiare. Oggi sopravvive in piccole coltivazioni hobbistiche e di appassionati di biodiversità, ed è nell'Arca del Gusto Slow Food.
Zone di Produzione
Storicamente nelle zone montane interne: Madonie (PA), Nebrodi (ME-EN), altopiano ennese. Oggi produzione marginale e frammentata.
In Cucina
- ▸Zuppa di roveja con aglio, cipolla, rosmarino e olio
- ▸Farina di roveja per polente dense invernali
- ▸Roveja abbrustolita — snack tradizionale delle zone montane
- ▸Roveja in minestra mista con orzo e verdure di campo
Curiosità
La roveja prende nomi molto diversi da zona a zona in Sicilia (ruvigghi, rubigghia, pisellaru campagnolu): segno della sua presenza diffusa ma frammentata.
Era usata come foraggio misto a cereali; la coltura mista roveja-grano era comune nelle aziende agricole tradizionali siciliane.
La roveja ha tracce di coltivazione nel Neolitico in siti siciliani: è uno dei legumi più antichi della storia dell'isola.